Predator Badlands – Oltre la bestia

Regia: Dan Trachtenberg
Sceneggiatura: Patrick Aison
Anno: 2025
Genere: azione, fantascienza


In un lontano futuro, su un pianeta remoto, vive Dek, un giovane Yautja (Predator) emarginato dal suo clan. Dek si recherà su Genna, il pianeta della morte, dove dovrà dimostrare il suo valore riportando a casa il trofeo da una leggendaria creatura. Durante il suo viaggio, forma un’alleanza inaspettata con Thia, un’androide della corporazione Weyland-Yutani, danneggiata ma intelligente. Insieme, affronteranno pericoli letali in un viaggio che è una ricerca di redenzione e identità.

Informazioni sul film

Predator Badlands è il settimo capitolo del franchise di Predator, nonchè terzo lungometraggio della saga diretto da Dan Trachtenberg dopo Prey (2022) e Predator Killer of Killers (2025). Mostrato in anteprima mondiale al TCL Chinese Theatre il 3 novembre 2025, il film è uscito nelle sale italiane il 6 novembre 2025.

Sull’onda di originalità ideata dal regista a partire da Prey, il film compie un’importante cambio di prospettiva rispetto ai capitoli precedenti. L’intera avventura viene infatti vissuta dal punto di vista dell’alieno, non più come antagonista ma da protagonista.

La recensione di Cinepsyco

Gli Yautja non sono preda di nessuno.

Non sono amici di nessuno.

Sono predatori di tutti

Predator Badlands è una storia vecchia come il mondo. Un giovane rinnegato dal suo clan perchè considerato debole, si reca in viaggio in un luogo sconosciuto e pericoloso alla ricerca di sè stesso. Luogo dove tutto sembra progettato per un solo scopo: ucciderlo. Proprio come lui, Yautja, il predatore apex, che per una volta rischia di diventare preda.

Troverà la sua preda o scoprirà qualcosa di ancora più prezioso?

La storia non ha nulla di originale, se non il cambio di prospettiva: il Predator non è più la bestia feroce nascosta tra gli alberi. Ha un nome, un passato, uno scopo. Non più il mostro della storia, ma il protagonista. In questa pellicola, Predator siamo noi.

Nonostante la trama segua il classico schema del viaggio dell’eroe, è raccontata con ritmo e coinvolgimento. I personaggi sono facilmente riconoscibili e suscitano empatia, rendendo semplice tifare per loro. Il film offre una buona dose di umorismo grazie a Thia (interpretata da Elle Fanning), il Comic Relief del film, e alterna in modo equilibrato scene d’azione e momenti più narrativi.

I temi affrontati sono molteplici: accettazione di sé, lutto, perdita e vendetta. Interessante è l’inserimento della società Weyland-Yutani, proveniente dall’universo di Alien, qui simbolo di un’umanità pronta a tutto pur di crescere e arricchirsi, a discapito di tutto e tutti. Nel finale emerge l’eterna lotta tra naturale e artificiale, ambiente e tecnologia: Natura contro Uomo. Un tema già affrontato in Prey, dove il Predator rappresentava la forza naturale che ristabiliva l’ordine di fronte all’invasione dei conquistadores.

Gli ingredienti per una buona storia ci sono tutti e Dan Trachtenberg li mescola con cura. Per gli amanti del genere, si tratta di un film da non perdere, anche se farà storcere il naso ai puristi della saga. Il tono non punta all’orrore: lo stile è più leggero, meno violento, e il film non spaventa come i capitoli precedenti. Classificato nelle sale italiane addiritura come 6+.

Il film approfondisce la società degli Yautja, la razza dei Predator, e la sfera emotiva e intellettiva dell’alieno, mai esplorata nei capitoli precedenti.

In conclusione

Okay, vi starete chiedendo, ma quindi il film ti è piaciuto ? Nel complesso dico di sì. E questo il miglior capitolo del Franchising ? Probabilmente no, nè il migliore dell’anno. Ma un film così in sala, ogni tanto ci fa bene.

Storia lineare ma funzionante. CGI ben realizzata (e vedendo qualche ultimo capitolo della Marvel, non è scontata), personaggi accattivanti e con un’azione che ti trasporta durante tutto il film senza mai annoiarti.

Che dire ? Spero di avervi fatto venire voglia di vederlo !

Note positive

Note negative

  • Cambio di prospettiva riuscito
  • Bilanciamento tra azione e narrazione
  • Temi e profondità
  • Rischio di deludere i puristi
  • Trama poco originale
Matteo Novi

Articolo di Emma Christiaens

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