Good Boy: L’horror dal punto di vista di un cane

4–6 minuti

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Goodboy, 2025, regia di Ben Leonberg.

Regia: Ben Leonberg.
Sceneggiatura: Ben Leonberg, Alex Cannon.
Anno: 2025.
Genere: Horror/Thriller.


Todd, un giovane uomo affetto da una grave malattia polmonare, si trasferisce nella casa di campagna del defunto nonno insieme al suo fedele cane Indy, un Nova Scotia Duck Tolling Retriever. Quella che doveva essere una tranquilla fuga dalla città si trasforma in un incubo soprannaturale: Indy percepisce immediatamente una presenza oscura che infesta la dimora, la stessa che un tempo aveva fatto scomparire Bandit, il cane del nonno. Mentre la salute di Todd peggiora progressivamente, Indy dovrà lottare per proteggere il suo amato padrone da forze che non può comprendere ma che sente con ogni fibra del suo essere canino.

Una rivoluzione nella narrazione horror

Good Boy segna una pietra miliare nella storia del cinema. È infatti il primo film non di animazione girato interamente dal punto di vista di un animale e non parliamo di una commedia per famiglie, ma di un vero e proprio horror che risulta sorprendentemente efficace proprio grazie a questa prospettiva inedita.

Leonberg posiziona la camera costantemente all’altezza del cane, mostrandoci il mondo come lo percepirebbe lui: i volti umani, compreso quello di Todd, sono raramente inquadrati per intero, oscurati da ombre o tagliati dall’inquadratura. Questa scelta tecnica riflette il modo in cui un cane interpreta la realtà, dove gli odori e i suoni contano più dei dettagli facciali.

Per chi ha un legame profondo con il proprio cane, Good Boy tocca corde emotive particolarmente sensibili.

Il film esplora con delicatezza la lealtà assoluta che lega un cane al suo padrone, quella devozione incondizionata che spinge Indy a rimanere accanto a Todd anche quando tutto il suo istinto gli grida di fuggire.

Goodboy, 2025, regia di Ben Leonberg.

Il segreto di Indy: anatomia di una performance straordinaria

Cosa rende Indy un ‘attore’ così convincente? La risposta risiede nelle caratteristiche naturali della sua razza e nel metodo di lavorazione utilizzato.

I Nova Scotia Duck Tolling Retriever sono cani ad alta energia, curiosi e dotati di occhi espressivi a forma di mandorla. Come ha spiegato Leonberg: “Con un Toller, ottieni un piccolo demone molto energico, attivo e allegro”. Il loro sguardo intenso e fisso, che il regista descrive come “intense, unblinking stare”, crea l’effetto di un cane costantemente vigile, che percepisce qualcosa che noi umani non possiamo vedere.

La troupe ha sfruttato magistralmente queste caratteristiche: quando Indy fissa intensamente qualcosa fuori campo o si irrigidisce, non sta “recitando” nel senso tradizionale, ma reagisce a stimoli reali creati sul set. Leonberg ha utilizzato rumori strani, oggetti posizionati in luoghi inaspettati, e persino una scarpa sulla propria testa per ottenere determinate espressioni dal suo cane.

Un elemento fondamentale è che Todd viene inquadrato raramente in volto. Questa scelta nasconde una ragione pratica e toccante, dato che sul set erano quasi sempre presenti solo Leonberg e sua moglie Kari Fischer (produttrice del film). Il regista stesso ha fatto da stand-in per Todd in tutte le scene dove il personaggio appare di spalle, perché Indy avrebbe eseguito certe azioni solo con il suo vero padrone.

La voce è stata doppiata in post-produzione da Shane Jensen. Questo ha permesso a Indy di lavorare in un ambiente familiare, rendendo le sue reazioni autentiche. Le riprese si sono estese su 400 giorni nell’arco di tre anni, proprio per rispettare i tempi e il benessere del protagonista canino.

Un confronto interessante può essere fatto con il Commissario Rex, probabilmente il cane più famoso della televisione. Tuttavia, mentre Indy è un singolo cane che interpreta se stesso, il Commissario Rex è stato nel corso degli anni interpretato da diversi pastori tedeschi addestrati.

Good Boy, con il suo formato di 73 minuti e una produzione indie estesa su tre anni, ha potuto permettersi il lusso di aspettare il proprio unico protagonista. Nessun CGI, nessun doppio, solo Indy, la sua famiglia umana e moltissima pazienza.

Goodboy, 2025, regia di Ben Leonberg.

Un premio storico

Il 25 novembre 2025, Indy ha fatto la storia diventando il primo cane in assoluto a essere nominato e a vincere agli Astra Film Awards nella categoria “Best Performance in a Horror or Thriller”, un riconoscimento che fino a quel momento aveva incluso solo attori umani.

Personalmente, la performance di Indy mi ha ricordato molto la storia del protagonista di ‘Leone il cane fifone’, il cartone animato in cui un cane pauroso ma devotissimo protegge i suoi padroni da minacce soprannaturali.

Tuttavia, Leonberg ha dichiarato che la vera ispirazione è stata Poltergeist (1982), sulla base di un semplice ragionamento: e se fosse il cane di famiglia l’unico a sapere che la casa è infestata? Da quella domanda è nato questo piccolo grande film che, con un budget di 70.000 dollari, ha incassato oltre 8,7 milioni e conquistato un 90% su Rotten Tomatoes.

Indy e Ben Leonberg, regista di Goodboy, 2025.
Matteo Novi

Articolo di Ilaria Rizzelli

Sono Ilaria, una studentessa magistrale in Psicologia Clinica e Dinamica con una fissazione (più sana che patologica, promesso) per il modo in cui il cinema racconta la mente umana. Ho 33 anni e sono da sempre affascinata da come una scena, una battuta o uno sguardo possano dire più di mille pagine di teoria psicologica. Qui provo a fare proprio questo: unire il linguaggio della psiche a quello del grande schermo. Analisi scientifiche sì, ma senza l’aria polverosa dei manuali: preferisco raccontare i concetti attraverso storie, personaggi e dinamiche che tutti conosciamo. Mi occupo soprattutto di trauma, emozioni e relazioni complesse, quelle zone grigie dove la psicologia incontra le scelte dei registi e il cuore degli spettatori.

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