HBO ci riprova dopo The Last of Us: Baldur’s Gate è la nuova scommessa

baldur's gate 3

Dimenticate Westeros. Il prossimo grande campo di battaglia della HBO sono i Forgotten Realms.

La notizia era nell’aria da mesi, sussurrata tra i forum e smentita a mezza bocca, ma ora è ufficiale: HBO ha dato il via libera alla produzione di una serie TV ambientata nell’universo di Baldur’s Gate. E se la prima reazione è stata quella di stappare lo spumante buono, leggendo i dettagli del comunicato stampa l’entusiasmo lascia spazio a qualche preoccupazione legittima.

Analizziamo insieme cosa sappiamo, chi c’è dietro e, soprattutto, perché questa serie rischia di essere la scommessa più difficile nella storia degli adattamenti videoludici.

baldur's gate 3

Il “Fattore Mazin”: Siamo in buone mani?

La notizia più rassicurante è il nome al timone del progetto. La serie è stata affidata a Craig Mazin. Se questo nome non vi dice nulla, sappiate che è la mente dietro Chernobyl e, soprattutto, l’adattamento HBO di The Last of Us.

Mazin ha dimostrato una cosa fondamentale: sa come prendere un videogioco amato e tradurlo in televisione senza tradirne l’anima, ma espandendone la narrativa. Non stiamo parlando di una produzione frettolosa per sfruttare un brand, ma di un progetto “prestigioso”. Sulla carta, non potevamo chiedere di meglio.

Il colpo di scena: Non è la storia che conoscete

Qui le cose si fanno complicate. Chi si aspettava di vedere la storia di Tav, Cuorescuro (Shadowheart) e Astarion alle prese con il parassita Mind Flayer rimarrà deluso (o forse sollevato?).

La serie non sarà un adattamento diretto di Baldur’s Gate 3. Sarà un sequel.

La trama si svolgerà circa dieci anni dopo gli eventi del gioco. Seguiremo un nuovo gruppo di avventurieri che deve navigare in una Costa della Spada profondamente cambiata dalle conseguenze della nostra battaglia contro l’Assoluta. Questa scelta narrativa è geniale ma estremamente pericolosa per un motivo preciso: il Canone.

Il problema del “Canone Ufficiale”

Baldur’s Gate 3 è un gioco basato sulla libertà totale. Il mio finale non è il tuo finale. Nella mia partita, magari Karlach è tornata all’Avernus; nella tua, potrebbe essere morta o guarita.

Facendo un sequel, la HBO è costretta a “canonizzare” un finale specifico. Dovranno decidere arbitrariamente quali scelte sono “vere” e quali no.

Chi ha governato Baldur’s Gate? Il culto di Bhaal è stato distrutto o solo rallentato? Mazin dovrà camminare su un campo minato: ogni volta che un vecchio compagno verrà menzionato o apparirà sullo schermo, metà della fanbase esulterà e l’altra metà griderà al tradimento perché “nella mia run non è andata così!”.

L’assenza di Larian Studios

L’ultima nota dolente riguarda i “genitori” del gioco.

Larian Studios ha confermato di non essere direttamente coinvolta nella scrittura o nella produzione. Swen Vincke ha dato la sua benedizione, certo, ma lo studio belga è ormai concentrato sui suoi nuovi progetti.

Senza la folle, caotica creatività di Larian, riuscirà la HBO a catturare quel mix unico di tragedia, umorismo e assurdità che rende Baldur’s Gate… beh, Baldur’s Gate? O avremo solo un altro fantasy generico con un budget alto?

shadowheart, baldur's gate 3

Conclusione: Un tiro di dadi ad alto rischio

Siamo davanti a un tiro Salvezza con CD (Classe Difficoltà) altissima. Abbiamo il miglior Dungeon Master possibile (HBO/Mazin), ma la campagna è piena di insidie.

Personalmente, voglio essere ottimista. Se c’è qualcuno che può rompere la maledizione degli adattamenti fantasy post-Game of Thrones, è chi ha già trasformato le avventure di Joel ed Ellie in oro televisivo (anche se purtroppo, solo la prima stagione).

Ma preparatevi: il Faerûn che vedremo in TV potrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo salvato sui nostri PC e console.

E voi cosa ne pensate? Preferite una storia nuova o avreste voluto vedere l’adattamento fedele del gioco? E soprattutto: chi vorreste vedere nel cast?

Fatecelo sapere. E ricordate: Authority.

Articolo di Matteo Novi

Sono Matteo, appassionato di cinema da quando Massimo Decimo Meridio era comandante dell’esercito del Nord e generale delle legioni Felix. Si lo so, non è storicamente accurato, ma continua ad essere il mio film preferito. Ho 27 anni e sono originario di Roma anche se mi sono trasferito anni fà e ora vivo ai confini della penisola. Scrivo recensioni e analisi con grande foga e mi gaso quando le reputo ben riuscite. Tratto con piacere diversi generi ma ho una passione particolare per il genere horror colpa di Rob Zombie, che mi ha insegnato che a volte il cinema sa essere folle e irresistibile… un po’ come lui. Scrivo analisi contorte su film tirando in mezzo mitologia, psicologia, religione, per poi alla fine rileggerle tutto soddisfatto e pensare:”probabilmente dovrei farmi vedere io da uno bravo, ma intanto eccoci qui.” Non prendetemi troppo sul serio: a volte esagero, a volte mi perdo nei meandri di me stesso… ma se siete ancora qui a leggere, probabilmente anche voi non siete messi benissimo !

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